
Cos’è il Sismabonus?
Il Sismabonus è un’agevolazione fiscale per i lavori di messa in sicurezza e consolidamento strutturale della propria abitazione nella zona sismica 1, 2 e 3.
La detrazione è del 50% per la prima casa e del 36% per le altre, fino ad un massimo di 96.000 €, da ripartire in 10 quote annuali.
Tra gli interventi concessi dal sismabonus, ci sono anche quelli di demolizione e ricostruzione di un edificio. L’elenco dei Comuni nelle zone sismiche 1,2 e 3 è consultabile qui.
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Chi ha diritto al Sismabonus?
I beneficiari che hanno diritto al Sismabonus e Sismabonus sono:
- tutti i contribuenti IRPEF, residenti o non residenti in Italia, proprietari degli immobili, tra cui:
- i singoli soggetti intesi come persone fisiche;
- i condomini;
- i titolari di diritti di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) sugli immobili oggetto di interventi antisismici, tra cui anche locatori o comodatari;
- gli IACP (Istituto Autonomo Case Popolari);
- le cooperative;
- le organizzazioni che non hanno scopo di lucro;
- le società sportive;
- gli imprenditori individuali, per gli immobili adibiti ad attività produttive.
Hanno diritto alla detrazione, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, anche:
- il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- il componente dell’unione civile;
- il convivente more uxorio (ovvero la persona con la quale si ha una relazione affettiva stabile e con la quale si vive insieme), non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.
In questi casi, fermo restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali siano intestate al proprietario dell’immobile.
In caso di lavori che si effettuano nelle parti comuni di edifici condominiali, il beneficio è da riferirsi all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. Questo vuol dire che la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della sua parte.
Chi può richiedere il Sismabonus?
Il Sismabonus si può richiedere, per i lavori ammessi, tramite:
- la detrazione, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, nella dichiarazione dei redditi;
- la cessione di credito d’imposta di pari ammontare alla detrazione spettante. Tale credito potrà essere ceduto una seconda volta, ma solo a determinate categorie di soggetti (ad esempio, banche), oppure dovrà essere utilizzato per ridurre imposte e/o contributi prima della data di scadenza prevista dalla detrazione;
- lo sconto in fattura, che consiste in un contributo anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi. Da questi ultimi, verrà poi recuperato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante.
Dal 2025, nella maggior parte dei casi devi aspettare il rimborso tramite la dichiarazione dei redditi. Solo in situazioni molto particolari puoi ottenere i soldi subito con lo sconto diretto sulla fattura o vendendo il credito alla banca.
Nei casi di cessione del credito o sconto in fattura si dovrà trasmettere la comunicazione tramite il modulo telematico all’Agenzia delle Entrate, seguendo la procedura disponibile nel sito web.
La comunicazione dovrà essere inviata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sosterranno le spese per gli interventi.
Ma, se la cessione viene fatta a favore:
- delle banche o intermediari: si può fare la comunicazione entro il 30 novembre dell’anno successivo, pagando una sanzione di 250 €;
- di altri, come fornitori o altri privati diversi dalle banche o intermediari: si può fare la comunicazione entro il 30 novembre con pagamento della sanzione di 250 €, solo con un accordo di cessione firmato entro il 31 marzo dell’anno successivo alle spese per gli interventi.
Per richiederlo tramite la detrazione, occorre indicare, nella dichiarazione dei redditi:
- i dati catastali identificativi dell’immobile, presenti nella visura catastale o atto notorio;
- se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile (come ad esempio un inquilino): serviranno anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione;
- per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali: i singoli condòmini dovranno indicare il codice fiscale del condominio. I dati catastali dell’immobile, infatti, saranno riportati dall’amministratore di condominio nella sua dichiarazione dei redditi.
Come funziona il Sismabonus?
Il Sismabonus è uno sconto sulle tasse per chi fa lavori che rendono la casa più resistente ai terremoti. Vale per qualsiasi intervento che migliora la sicurezza sismica dell’edificio.
Possono richiederlo proprietari e inquilini di case che si trovano nelle zone a rischio sismico in Italia.
Come funziona in pratica? Lo sconto riduce le tasse che paghi ogni anno. Se fai i lavori sulla prima casa, la percentuale di sconto è del 50%, mentre sulle altre case è del 36%. Non ricevi tutto subito: la detrazione si spalma in 10 rate annuali tutte uguali tra loro.
Quali lavori rientrano nel Sismabonus?
Il sismabonus comprende le spese sostenute fino al 31 dicembre 2027 per interventi come:
- abbassamento del rischio sismico, anche senza miglioramento della classe di rischio;
- riduzione del rischio sismico: con passaggio di una o due classi di rischio inferiore;
- modifica di parti dell’edificio in intervento locale finalizzato al miglioramento sismico dell’edificio (come, ad esempio, il tetto);
- demolizione e ricostruzione di edifici per la riduzione del rischio sismico anche con variazione volumetrica (ovvero aumento del volume) rispetto all’edificio originale.
Cosa rientra nel Sismabonus con demolizione e ricostruzione?
Per demolizione e ricostruzione di un edificio si intende un intervento di ristrutturazione edilizia, anche quando l’immobile viene ricostruito con:
- diversa sagoma;
- diversi prospetti;
- diversa area di sedime, cioè la superficie piana del terreno su cui poggiano le fondazioni di un edificio;
- diverse caratteristiche planivolumetriche e tipologiche: una rappresentazione è planivolumetrica quando consente di farsi un’idea sia della pianta o del prospetto dell’oggetto, che del suo volume, attraverso le ombre;
- incrementi di volumetria.
Perciò, il sismabonus può essere ottenuto purché i lavori di demolizione vengano qualificati come “ristrutturazione edilizia” dal punto di vista amministrativo e non come interventi di “nuova costruzione”.
Interventi ammessi
Gli interventi antisismici ammessi sono quelli per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici o di complessi di edifici collegati strutturalmente, di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.
Perciò, gli interventi locali e microinvasivi che sono ammessi al sismabonus comprendono:
- il ripristino di parti ed elementi dell’edificio che risultano danneggiati, al fine di riportare la struttura dell’edificio alla condizione di partenza in cui si trovava prima dell’accaduto. Ad esempio a causa di esposizione, umidità o invecchiamento;
- il miglioramento della capacità di resistenza e duttilità (o adattabilità) di specifiche parti o elementi, anche nel caso in cui non siano stati danneggiati;
- gli interventi di consolidamento strutturale finalizzati per impedire possibili crolli dell’edificio.
Ad esempio:- tra pareti murarie;
- tra pareti e travi o solai, anche attraverso l’introduzione di catene/tiranti;
- chiodature tra elementi lignei (cioè di legno) di una copertura o di un solaio o tra componenti prefabbricati;
- gli interventi sulle coperture.
Ad esempio, sugli orizzontamenti (solaio) o su loro porzioni per l’aumento della capacità portante, per la riduzione dei pesi o per l’eliminazione delle spinte sulle strutture verticali.
Non vi è, inoltre, un limite di interventi microinvasivi che si possono eseguire su un singolo edificio.
Quando richiedere il sismabonus
Il sismabonus si può richiedere solo qualora il professionista abilitato attesti che gli interventi effettuati per l’adozione di misure antisismiche e l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica siano state “di riparazione o locali”, come definiti al punto 8.4.1 delle NTC 2018, consultabili qui.
Come ottenerlo
Ci sono tre modalità attraverso le quali è possibile ottenere il Sismabonus :
- il beneficiario paga direttamente il fornitore, così da usufruire della detrazione fiscale delle spese sostenute nei successivi 10 anni;
- il beneficiario paga direttamente il fornitore e trasforma la sua detrazione in credito d’imposta, come indicato precedentemente;
- il beneficiario riceve dal fornitore uno sconto in fattura, rinunciando alla detrazione, come indicato precedentemente.
Dal 2025, nella maggior parte dei casi devi aspettare il rimborso tramite la dichiarazione dei redditi. Solo in situazioni molto particolari puoi ottenere i soldi subito con lo sconto diretto sulla fattura o vendendo il credito alla banca.