
Se lavori e hai avuto da poco un bambino, molto probabilmente puoi ricevere la maternità obbligatoria. Di che si tratta? È un’indennità mensile pagata dall’INPS per aiutare le neomamme a riorganizzare gli equilibri familiari dopo un nuovo arrivo.
In alcuni casi, però, potresti non avere diritto alla maternità obbligatoria (magari perché non soddisfi tutti i requisiti), oppure percepire un importo particolarmente basso. Se è così, puoi richiedere l’Assegno di Maternità dello Stato.
Hai bisogno di altre informazioni su questo bonus? Continua a leggere: nei prossimi paragrafi ti spieghiamo esattamente cos’è, come funziona e come si richiede l’assegno di maternità pagato dallo Stato!
Assegno di Maternità dello Stato: che cos’è?
Partiamo dalle basi: come immaginerai, l’Assegno di Maternità dello Stato (chiamato anche Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui) è un aiuto economico concesso alle mamme che lavorano, anche se hanno lavori occasionali o irregolari.
Nello specifico, il contributo è rivolto alle neomamme che non possono avere la maternità pagata dal datore di lavoro oppure che ricevono un’indennità molto bassa.
Puoi richiederlo entro sei mesi dall’arrivo in famiglia del bambino, che sia per nascita, adozione o affidamento, sia in Italia che dall’estero.
Se non hai un lavoro e non hai diritto a questa indennità, puoi provare a richiedere l’Assegno di Maternità dei Comuni, conosciuto anche come Bonus Mamme Disoccupate.
E attenzione: se l’indennità che ricevi dallo Stato o dal tuo datore di lavoro è inferiore rispetto a quella che offrono i Comuni (in altre parole, se la maternità mamme lavoratrici è più bassa rispetto al bonus mamme disoccupate) puoi chiedere anche l’assegno comunale.
Tieni conto, però, che lo riceverai in misura ridotta. Che intendiamo? Ti spetta la differenza tra l’importo dell’assegno comunale e la maternità che già percepisci.
Chi può richiedere l’Assegno di Maternità dello Stato?
Ma chi può fare richiesta per l’Assegno di Maternità dello Stato? Hai diritto a questo bonus se sei:
- un genitore lavoratore, sia in modo regolare che precario. Rientri in questa categoria anche se:
- hai un lavoro occasionale;
- hai un lavoro discontinuo, e cioè non hai un impegno lavorativo continuo;
- hai la cittadinanza italiana o di un altro Paese UE, oppure provieni da un Paese extra UE e hai uno di questi permessi:
- carta di soggiorno per familiari non UE di cittadini UE;
- carta di soggiorno permanente per familiari non membri UE;
- permesso di soggiorno, incluso il permesso unico di lavoro per più di 6 mesi, o per ricerca per più di 6 mesi;
- permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Inoltre, devi essere residente in Italia al momento del parto o dell’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.
Se sei il padre, puoi richiedere l’assegno e trasformarlo in Assegno di Paternità, ma solo in situazioni particolari, ad esempio:
- se la madre ha abbandonato il figlio o se hai avuto l’affido esclusivo;
- se tu e la madre vi siete separati durante la procedura di affido e ti è stato concesso l’affido preadottivo;
- se tu e la madre vi siete separati e tu hai adottato il figlio senza affido;
- se tu sei il padre non coniugato e adotti il figlio.
Se la madre è deceduta e tu sei il padre (oppure il coniuge della donna adottante/affidataria), puoi comunque presentare la domanda, ma devi:
- avere la residenza in Italia;
- avere il minore a carico nella tua famiglia anagrafica;
- avere la potestà sul minore;
- assicurarti che il minore non sia affidato a terzi;
- confermare che la madre deceduta non fosse già beneficiaria dell’Assegno di Maternità dello Stato.
Requisiti Assegno di Maternità dello Stato
Adesso entriamo ancora più nei dettagli: se ti trovi in una delle situazioni che abbiamo appena descritto, devi rispettare anche altri requisiti per avere diritto all’Assegno di Maternità dello Stato.
Quali sono? Vediamoli insieme.
Per la madre:
- Se lavori, devi avere almeno 3 mesi di contributi nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi prima del parto o dell’ingresso del bambino in famiglia;
- se hai lavorato almeno 3 mesi e poi hai ottenuto prestazioni previdenziali o assistenziali (come la NASpI o la cassa integrazione), il tempo tra la fine della prestazione e l’arrivo del bambino non deve superare né il periodo della prestazione goduta né i 9 mesi;
- Te lo spieghiamo meglio: immagina di aver lavorato per almeno 3 mesi e poi aver ricevuto la NASpI per 4 mesi, fino a marzo. Se il tuo bambino arriva in famiglia in agosto, il tempo che passa tra la fine della NASpI e l’arrivo del bambino è di 5 mesi. In questo esempio, i 5 mesi sono meno sia dei 9 mesi massimi consentiti, sia dei 4 mesi di prestazione di cui hai goduto, quindi soddisfi il requisito per richiedere l’Assegno di Maternità dello Stato.
- se hai smesso di lavorare durante la gravidanza, anche per dimissioni volontarie, devi avere almeno 3 mesi di contributi nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi precedenti al parto.
Per il padre:
- Se la madre abbandona il figlio o se il figlio ti viene affidato esclusivamente, devi avere i requisiti contributivi previsti per la madre al momento dell’abbandono o dell’affido esclusivo;
- se sei un affidatario preadottivo e tu e tua moglie vi separate durante la procedura di affido, devi possedere i requisiti contributivi previsti per la madre al momento dell’affidamento;
- se adotti un bambino senza affidamento durante la separazione coniugale, devi avere i requisiti contributivi previsti per la madre al momento dell’adozione;
- se sei un padre non coniugato e adotti esclusivamente un bambino, devi avere i requisiti contributivi previsti per la madre al momento dell’adozione.
Inoltre, se riconosci un neonato o sei il coniuge della madre adottante o affidataria preadottiva (e la madre naturale, adottiva o affidataria preadottiva è deceduta), al momento della domanda devi:
- avere la residenza regolare ed essere residente in Italia;
- avere il minore a carico nella tua famiglia anagrafica;
- avere la potestà sul minore;
- assicurarti che il minore non sia affidato a terzi;
- confermare che la madre deceduta non abbia già usufruito dell’assegno di maternità.
Se la madre è deceduta, non devi preoccuparti dei requisiti legati ai 3 mesi di contributi e al limite dei 9 mesi che ti abbiamo presentato.
Importi Assegno di Maternità dello Stato 2025
Ma quindi, quanto spetta con l’Assegno di Maternità dello Stato?
Rispondiamo subito: per il 2025, l’Assegno di Maternità dello Stato ammonta a 2.508,04 €, e viene pagato in un’unica soluzione.
Se percepisci l’Assegno Unico, buone notizie: i due bonus sono cumulabili! Inoltre, se hai partorito gemelli o hai adottato più bambini, riceverai un assegno per ciascun minore.
Ricorda però di inviare la domanda entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore in famiglia (in caso di adozione o affidamento) oppure in Italia (in caso di adozione internazionale).
Arrivati a questo punto, dobbiamo specificare un aspetto importante: in questo articolo ti stiamo parlando dell’Assegno di Maternità dello Stato, che è sostanzialmente riservato alle mamme che lavorano ma non ricevano la maternità (o percepiscono un importo basso).
Come ti abbiamo già detto, se invece non lavori puoi richiedere il Bonus Mamme Disoccupate, che è pari a 2.037 € (erogati in cinque mensilità da 407,40 €). Occhio a non fare confusione tra i due!
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