
Secondo le ultime stime, nel nostro Paese quasi una mamma su due ha un impiego. Le madri, quindi, sono una parte fondamentale della popolazione lavorativa: milioni di donne che tengono in equilibrio carriera, casa e famiglia, spesso senza il sostegno che meritano.
Anche se i supporti per le mamme e i neogenitori spesso sono insufficienti, esistono alcuni aiuti che vale la pena raccontare. Un esempio? Il Bonus Mamme Lavoratrici 2025, che consente di aumentare il netto in busta paga per le dipendenti con 2 o più figli.
Vuoi saperne di più? Sei nel posto giusto: tra poco ti spieghiamo tutto sul Bonus Contributi Mamme Lavoratrici 2025!
Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici 2025?
Partiamo subito: il bonus mamme lavoratrici 2025 è uno sconto del 100% sui contributi previdenziali che, di solito, vengono trattenuti dalla tua busta paga. Ti spetta se sei una lavoratrice dipendente, nel pubblico o nel privato, e hai almeno 3 figli.
Ma cosa sono i contributi previdenziali? In sostanza, sono quelle somme che versi ogni mese per garantirti la pensione in futuro o un aiuto economico in caso di invalidità, inabilità o altri eventi legati alla tua carriera. Solitamente ti vengono trattenute dallo stipendio e versate dal datore di lavoro.
Ecco: con questo bonus, in alcuni casi l’intero importo dei contributi viene azzerato, e così ricevi uno stipendio un po’ più alto ogni mese.
Come funziona il bonus mamme lavoratrici?
Ma quindi, quali sono le regole per il bonus mamme lavoratrici 2025?
Te lo diciamo subito: se hai 2 figli, quest’anno il bonus consiste in un contributo fisso di 40 € al mese, pagato per ogni mese lavorato. L’importo viene erogato in un’unica soluzione a dicembre e non è soggetto né a tasse né a contributi. Inoltre, non viene considerato nel calcolo dell’ISEE.
Questa misura sostituisce temporaneamente lo sgravio sui contributi previdenziali che era previsto nel 2024 e che garantiva un risparmio massimo di 3.000 € all’anno in busta paga. Le madri con 2 figli, quindi, avevano diritto a questo sconto solo nel 2024, e non possono beneficiarne nel 2025.
Le mamme di 3 o più figli e con contratto a tempo indeterminato (escluso il lavoro domestico), invece, continuano a godere della decontribuzione completa fino al 31 dicembre 2026, e comunque fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni.
Come richiedere il bonus mamme lavoratrici nel 2025?
Se hai diritto al bonus che ti abbiamo presentato, puoi richiederlo in 2 modi:
- Attraverso il tuo datore di lavoro: ti basta comunicargli il numero di figli e i loro codici fiscali. Sarà poi il datore a inserire i dati nel flusso Uniemens, seguendo le istruzioni della circolare INPS n. 27 del 31 gennaio 2024.
- Direttamente all’INPS: puoi farlo online usando l’applicazione “Utility esonero lavoratrici madri”, disponibile sul Portale delle Agevolazioni dell’INPS. Basta inserire i dati anagrafici e i codici fiscali dei tuoi figli.
Chi è esclusa dal bonus mamme lavoratrici? Regole e restrizioni
Nel 2025 non tutte le mamme lavoratrici possono ricevere il bonus contributi. Anche se la misura è stata pensata per sostenere chi lavora e ha figli, alcune categorie restano escluse.
Entriamo nei dettagli. Non hanno diritto al bonus da 40 € al mese:
- le lavoratrici domestiche (come colf e badanti);
- le autonome in regime forfettario;
- le madri con tre o più figli con contratto a tempo indeterminato (perché già beneficiano dello sgravio totale dei contributi previdenziali fino al 2026).
Possono invece richiedere il contributo:
- le lavoratrici dipendenti (non domestiche) con almeno 2 figli, se il più piccolo ha meno di 10 anni e il reddito annuo non supera i 40.000 €;
- le lavoratrici autonome (non forfettarie) con gli stessi requisiti;
- le madri con 3 o più figli con contratto a tempo determinato o in attività autonoma (sempre fuori dal regime forfettario), se il figlio più piccolo ha meno di 18 anni.
Decontribuzioni mamme lavoratrici 2025
Come ti abbiamo anticipato, nel 2025 la decontribuzione (cioè lo sgravio fiscale) non è più attiva per tutte, ma resta valida solo per alcune categorie di lavoratrici.
Può ancora beneficiarne chi:
- è madre di almeno 3 figli;
- ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (sia pubblico che privato, ma non domestico);
- ha il figlio più piccolo con meno di 18 anni;
- non supera il reddito di 40.000 € annui ai fini previdenziali.
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