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Home » Blog » Imprese » Resto al Sud 2.0: fino a 200.000 € per metterti in proprio

Chiara Pagano / 26/02/2026

Resto al Sud 2.0: fino a 200.000 € per metterti in proprio

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Hai meno di 35 anni, vivi al Sud e vorresti avviare un’attività in proprio ma il problema è sempre quello: i soldi per partire. Il bando Resto al Sud 2.0 esiste esattamente per questo. È un contributo pubblico a fondo perduto (cioè soldi che non devi restituire) che può coprire fino al 100% delle spese di avvio della tua attività, con un tetto massimo di 50.000 € per il Voucher o fino a 200.000 € di spese ammissibili con il Contributo per investimenti.

Lo gestisce Invitalia, le domande si presentano online e i fondi sono già attivi: la dotazione è di 356,4 milioni di euro. In questa guida trovi tutto quello che serve per capire se rientri nei requisiti, quanto puoi ottenere, quali spese sono coperte e come presentare domanda.

Argomenti nell’articolo
  1. Cos'è Resto al Sud 2.0
  2. Chi può richiederlo: i requisiti
  3. Quanto puoi ottenere: Voucher e Contributo a confronto
  4. Spese ammissibili (e quelle escluse)
  5. Esempi concreti: quanto ricevi davvero
  6. Come fare domanda: la procedura step by step
  7. Tempistiche: dalla domanda ai pagamenti
  8. Domande frequenti
  9. Addio burocrazia.Benvenuta vita semplice!

Cos’è Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 è un incentivo nato dal Decreto Coesione (DL 60/2024) per aiutare chi ha tra i 18 e i 34 anni ad avviare un lavoro autonomo, una libera professione o un’impresa nelle regioni del Sud Italia. È l’evoluzione del vecchio “Resto al Sud”, chiuso definitivamente il 14 ottobre 2025.

In pratica funziona così: presenti un progetto con il tuo piano spese, Invitalia lo valuta e, se viene approvato, ti riconosce un contributo a fondo perduto per coprire le spese di avvio. Ci sono due tipologie di copertura delle spese:

  • voucher di avvio: copre il 100% delle spese fino a 40.000 € (o 50.000 € se il tuo progetto ha una componente digitale o green);
  • contributo per investimenti: copre il 70-75% delle spese per progetti più grandi, fino a 200.000 €.

Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025, le domande si valutano in ordine cronologico e si va avanti fino a esaurimento dei fondi. Non ci sono graduatorie: se la domanda è completa e il progetto è valido, viene approvata.

La differenza più importante rispetto al vecchio bando? Il vecchio prevedeva il 65% di fondo perduto e il 35% come prestito bancario. Il nuovo è 100% a fondo perduto. Zero da restituire. In compenso, il limite di età è più stretto: under 35 invece di under 56.

Per le regioni del Centro-Nord esiste una misura simile che si chiama Bando Autoimpiego Centro-Nord, con percentuali di contributo leggermente più basse.

Chi può richiederlo: i requisiti

Per accedere a Resto al Sud 2.0 devi soddisfare questi requisiti:

  • età: tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti al momento della domanda;
  • condizione lavorativa, almeno una di queste:
    • non lavori (sei inattiva/o, disoccupata/o o inoccupata/o);
    • non hai una Partita IVA operativa (tra poco chiariamo cosa significa);
    • lavori ma con reddito molto basso: meno di 8.500 € lordi annui da lavoro dipendente o parasubordinato, oppure meno di 5.500 €  lordi annui da lavoro autonomo;
    • sei nel Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori);
  • non essere al momento socia/o o amministratrice/amministratore di una società operativa;
  • non aver svolto un’attività uguale o molto simile nei 6 mesi precedenti alla domanda (cioè con stesso codice ATECO fino alla terza cifra);
  • avviare l’attività in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Attenzione: avere una P.IVA aperta non ti esclude automaticamente. C’è differenza tra una P.IVA “aperta” e una “operativa”. Se hai aperto la Partita IVA di recente (nel mese precedente alla domanda) ma non hai ancora iniziato a lavorare davvero (cioè non hai emesso fatture, non hai incassato nulla e non hai sostenuto spese operative) la tua attività è considerata “inattiva” e puoi comunque fare domanda. In pratica, i soli costi di apertura (come diritti camerali, bolli o l’iscrizione alla Camera di Commercio) non contano come attività operativa.

Puoi avviare l’attività in queste forme

  • Lavoro autonomo con P.IVA (anche Forfettaria);
  • Impresa individuale;
  • Libera professione (con o senza albo);
  • Società di persone (SNC, SAS);
  • Società di capitali (SRL);
  • Società cooperativa;
  • Società tra professionisti (STP).

Settori ammessi

Praticamente tutti: servizi, commercio, artigianato, digitale, turismo, ristorazione, B&B, e-commerce. Sono escluse solo le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura. La trasformazione di prodotti agricoli (es. un laboratorio che produce marmellate o confeziona olio) è invece ammessa.

Esempi pratici: chi rientra e chi no

ChiSituazioneProgettoRientra?
Sara, 24 anni, studentessaNon lavora, non ha P.IVAAttività di grafica freelance (computer e software)Sì
Marco, 30 anni, disoccupato con NASpIHa aperto P.IVA da 10 giorni, non ha ancora fatturatoDitta individuale come fruttivendoloSì
Amina, 27 anni, nel programma GOLSegue un percorso formativo al Centro per l’ImpiegoE-commerceSì
Giulio, 32 anni, non occupatoNon lavora, non ha ruoli in società, non ha emesso fattureAttività artigianaSì
Elena, 29 anniP.IVA attiva da 2 anni, fattura regolarmente—No
Tommaso, 34 anniDipendente con reddito di 20.000 € lordi annui—No
Chiara, 22 anniNon lavora, ma è socia in una società già operativa—No
Luca, 36 anniDisoccupato—No (supera il limite di età)

Quanto puoi ottenere: Voucher e Contributo a confronto

Il bando prevede due agevolazioni. 

Voucher di avvioContributo per investimenti
Quanto copre100% delle spese ammissibili75% fino a 120.000 € di spese; 70% tra 120.001 € e 200.000 €
Importo massimo40.000 € (50.000 € con innovazione/green)Fino a 150.000 € di contributo (su 200.000 € di spese)
Opere ediliNon ammesseAmmesse (max 50% delle spese)
Va restituito?No, è a fondo perdutoNo, è a fondo perduto

Il bonus può salire a 50.000 € con il Voucher

Il Voucher passa da 40.000 € a 50.000 € se il progetto soddisfa una di queste condizioni:

  • almeno il 20% delle spese ammissibili riguarda beni o servizi innovativi dal punto di vista tecnologico-digitale, o interventi per la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico;
  • almeno 5.000 € della maggiorazione vanno in consulenze tecnico-specialistiche erogate da Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS (il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: l’elenco ufficiale di associazioni, cooperative sociali, fondazioni e altre organizzazioni non profit riconosciute dallo Stato).

Una nota sull’IVA

Se sei in regime forfettario (dove l’IVA non si scarica), l’IVA sulle spese ammissibili rientra nel contributo. Se sei in regime ordinario, l’IVA resta a tuo carico perché la recuperi tramite la normale compensazione fiscale.

Conto dedicato o conto vincolato?

Il modo in cui ottieni i soldi, inoltre, dipende dalla tipologia di conto aziendale che apri:

  • conto dedicato: paghi prima di tasca tua, poi Invitalia ti rimborsa. Serve un po’ di liquidità iniziale;
  • conto vincolato al progetto che presenti: puoi caricare anche fatture non ancora pagate; Invitalia versa i soldi sul conto e la banca paga i fornitori. Non devi anticipare i soldi.

Se non hai soldi da anticipare, l’operatore BonusX può aiutarti a valutare soluzioni di finanziamento compatibili con il tuo profilo.

Non sai quale opzione fa al caso tuo? Scarica l’app BonusX, crea il tuo profilo e richiedi il bonus. Un operatore BonusX ti aiuta a scegliere tra Voucher e Contributo in base al tuo progetto. Verifica gratuita, zero impegno.

Spese ammissibili (e quelle escluse)

Ecco cosa puoi finanziare con il bando e cosa no. Ogni spesa deve essere coerente con il piano d’impresa presentato.

Spese ammissibili

  • Macchinari, attrezzature e arredi: devono essere tutti nuovi di fabbrica. Esempi: forno e attrezzature per un laboratorio di pasticceria; poltrona e lampade per un centro estetico; attrezzi professionali per un’officina; scrivanie e sedie ergonomiche per un ufficio;
  • software e servizi digitali: licenze Microsoft, Adobe, Shopify; sviluppo di un e-commerce o di un’app; software di contabilità o CRM; sistema di prenotazioni online o gestionale;
  • immobilizzazioni immateriali: creazione del sito web, sviluppo di un prototipo, brand identity e packaging, registrazione del marchio;
  • consulenze tecnico-specialistiche: progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, certificazioni ambientali o energetiche, realizzazione di prototipi;
  • opere edili (solo con il Contributo, max 50%): ristrutturazione di un locale commerciale, impianto elettrico o idraulico nuovo, adeguamento di un laboratorio.

Spese escluse

  • Acquisto di terreni e immobili: locali, capannoni, magazzini;
  • materie prime: ingredienti, tessuti, legno, merci da trasformare;
  • personale: stipendi, contributi INPS/INAIL, TFR;
  • utenze: luce, gas, acqua, telefono, internet;
  • affitto e leasing: canone del negozio, leasing di veicoli;
  • consulenze generiche: commercialista per apertura P.IVA, consulenza legale, consulenza per preparare la domanda;
  • beni usati (devono essere nuovi);
  • tasse e imposte (eccetto l’IVA, se sei in regime forfettario).
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Esempi concreti: quanto ricevi davvero

Qui la teoria diventa pratica. Ecco quattro situazioni reali con i numeri.

Consulente freelance

Un consulente marketing avvia la propria attività con 18.000 € di spese ammissibili: PC e monitor nuovi, software professionali, realizzazione del sito web e materiali digitali per promuoversi. 

Rientra nel Voucher di avvio e ottiene il 100% dei 18.000 € a fondo perduto. L’IVA resta a suo carico solo se è in regime ordinario.

Estetista

Un’estetista apre il suo primo studio con 32.000 € di spese ammissibili: poltrona e lampade nuove, attrezzature professionali, arredi, software gestionale, sito web e brand identity.

Rientra nel Voucher di avvio e ottiene il 100% dei 32.000 €. Non sono finanziabili l’affitto del locale, le utenze e il commercialista.

Laboratorio artigianale

Chi vuole aprire un piccolo laboratorio con 58.000 € di spese ammissibili: macchinari nuovi, attrezzature, arredi, software, sviluppo del marchio e 20.000€ di lavori di ristrutturazione del locale.

Rientra nel Contributo per investimenti e ottiene il 75% delle spese: 43.500 € a fondo perduto. Perché non il Voucher? Due motivi: le opere edili (i 20.000 € di ristrutturazione) sono ammesse solo con il Contributo, e le due agevolazioni sono alternative, cioè non si possono combinare (per esempio, non puoi prendere il 100% sui primi 40.000 € e il 75% sul resto). Non sono finanziabili le materie prime, l’affitto, le bollette e le consulenze legali/fiscali.

Agenzia digitale

Una piccola agenzia digitale appena costituita con 90.000 € di spese ammissibili: PC e monitor nuovi per il team, software professionali, sviluppo della piattaforma web, prototipi, registrazione del marchio e consulenze tecnico-specialistiche.

Rientra nel Contributo per investimenti e ottiene il 75% dei 90.000 €: 67.500 € a fondo perduto. Non rientrano i costi del personale, il leasing, le campagne marketing e le consulenze amministrative.

Come fare domanda: la procedura step by step

Cosa ti serve prima di iniziare

  • SPID (o CIE o CNS) per accedere alla piattaforma Invitalia;
  • firma digitale per sottoscrivere la domanda;
  • PEC (Posta Elettronica Certificata);
  • documento d’identità in corso di validità.

Documenti da preparare

  • Descrizione del progetto e piano di spesa: cosa vuoi avviare, come, quanto spendi. Servono preventivi a supporto, secondo i modelli Invitalia;
  • dati dell’iniziativa: anagrafica, sede, forma di attività scelta, eventuale delegato per la compilazione;
  • CV con evidenza del percorso formativo e delle esperienze professionalizzanti.

Come funziona l’invio

La domanda si presenta solo online, dall’area personale di Invitalia. L’invio deve essere fatto da chi è titolare o legale rappresentante dell’iniziativa, dopo aver firmato digitalmente la domanda e caricato tutti gli allegati.

Invitalia valuta le domande entro 90 giorni dall’invio, in ordine cronologico. Non esistono graduatorie: se i requisiti ci sono e il progetto è valido, la domanda viene approvata (nei limiti dei fondi disponibili).

Un dettaglio importante: la domanda va inviata entro il mese successivo all’avvio dell’attività.

Un consiglio in più: i corsi ENM

Invitalia prevede corsi gratuiti organizzati dall’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM). Non sono obbligatori, ma partecipare ti dà punti premiali in fase di valutazione: un vantaggio concreto per la tua domanda.

Come funziona con BonusX

Se non hai ancora tutto pronto (business plan, piano spese, alcuni documenti) non serve bloccarsi. Su BonusX il processo funziona così:

  • apri la pratica e rispondi a poche domande: verifichiamo insieme i requisiti e la tipologia di bonus (Voucher o Contributo) più adatta a te;
  • carichi i documenti: un operatore ti supporta nella preparazione della domanda, nella stesura del piano spese e nel recupero dei preventivi;
  • sei guidato nell’invio: ti seguiamo passo passo nella compilazione e trasmissione su Invitalia;
  • ricevi supporto continuativo: dopo che la domanda è stata ammessa, avrai obblighi di rendicontazione delle spese e dell’avanzamento della tua attività: anche di questo, se ne occuperà un operatore BonusX.

Il servizio BonusX funziona a success fee: paghi solo se ottieni il bonus. Se la domanda non viene approvata, non sostieni alcun costo. La percentuale è del 16% + IVA fino a 50.000 € ottenuti e dell’8% + IVA sulla quota eccedente.

Un esempio: se ottieni un bonus di 20.000 €, il costo del servizio è 20.000 € × 16% = 3.200 € + IVA. Se ottieni 70.000 €, il calcolo è: 50.000 € × 16% + 20.000 € × 8% = 8.000 € + 1.600 € = 9.600 € + IVA. 

Il compenso aiuta a coprire tutte le spese per l’attività di consulenza dell’operatore: dalla stesura del business plan alla rendicontazione dei mesi successivi, gestendo la comunicazione direttamente con Invitalia.

L’operatore ti può anche aiutare con i servizi collegati: SPID, apertura Partita IVA o ditta individuale, firma digitale, PEC. 

Sei in disoccupazione e prendi la NASpI? Puoi utilizzare la NASpI anticipata come liquidità aggiuntiva per coprire le spese che il bando non finanzia.

Tempistiche: dalla domanda ai pagamenti

Ecco una timeline realistica di come funziona tutto il percorso, dall’invio della domanda fino all’ultimo pagamento.

  • Invio domanda: entro il mese successivo all’avvio dell’attività;
  • esito della domanda: entro 90 giorni dall’invio;
  • dopo l’ammissione, entro 30 giorni: invio della documentazione iniziale richiesta da Invitalia;
  • primo incontro di tutoraggio: entro 2 mesi dall’ammissione (il tutoraggio è obbligatorio, 4 incontri totali);
  • prima richiesta di pagamento: dal terzo mese dopo l’ammissione, per spese almeno pari al 30% del progetto. Invitalia ha fino a 60 giorni per pagare;
  • saldo finale: entro 3 mesi dall’ultima spesa sostenuta (e comunque non oltre il 30 giugno 2028). Invitalia ha fino a 80 giorni per pagare.

Queste tempistiche di pagamento si riferiscono al conto dedicato, dove anticipi le spese e poi Invitalia ti rimborsa. Se invece scegli il conto vincolato, puoi caricare anche fatture non ancora pagate: Invitalia versa i soldi sul conto e la banca paga i fornitori per te. In questo caso non devi anticipare tutto di tasca tua.

Un esempio concreto (con conto dedicato)

Mario avvia un’attività di consulenza marketing il 10 gennaio 2026 e invia la domanda entro febbraio. In questo esempio Mario usa il conto dedicato, cioè anticipa le spese e poi riceve il rimborso da Invitalia.

Invitalia comunica l’ammissione il 10 maggio 2026. Entro il 9 giugno Mario completa le prime cose da fare dopo l’approvazione. Il primo tutoraggio si svolge entro luglio.

Dal 10 agosto 2026 Mario può chiedere il primo pagamento: carica le fatture già pagate e Invitalia lo rimborsa entro inizio ottobre. Il secondo tutoraggio avviene entro gennaio 2027.

Mario paga l’ultima fattura il 15 marzo 2027 e chiede il saldo entro giugno 2027, che riceve entro fine agosto 2027. Il terzo e quarto tutoraggio chiudono il percorso entro marzo 2028.

Se Mario avesse scelto il conto vincolato, non avrebbe dovuto anticipare le spese: avrebbe caricato le fatture ancora da pagare, Invitalia avrebbe versato i fondi sul conto e la banca avrebbe pagato direttamente i fornitori.

Durante tutto il percorso, se ha aperto la pratica su BonusX, ha sempre a disposizione il supporto dell’operatore dedicato, sia per la documentazione che per qualsiasi dubbio.

Domande frequenti

Resto al Sud 2.0 è già attivo?

Sì. Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 alle ore 12:00. Puoi presentare domanda adesso. Non c’è una scadenza fissa: il bando resta aperto fino a esaurimento dei fondi (356,4 milioni di euro). Le domande vengono valutate in ordine di arrivo, quindi conviene non aspettare troppo.

Posso richiedere Resto al Sud 2.0 se ho già una P.IVA?

Dipende dalla situazione. Ci sono due casi:
– P.IVA aperta da poco e ancora inattiva: sì, puoi fare domanda. Se l’hai aperta al massimo nel mese precedente alla domanda e non hai ancora fatturato, incassato o sostenuto spese operative, la tua attività è considerata inattiva e rientri nel bando. I soli costi di apertura (diritti camerali, bolli, iscrizione Camera di Commercio) non contano come attività operativa;
– P.IVA già attiva o cessata da poco: puoi chiuderla e aprirne una nuova per un’attività diversa, a patto che il codice ATECO della nuova attività non coincida nelle prime tre cifre con quello della precedente, cessata nei 6 mesi prima della domanda. Per esempio, se eri titolare di un’attività ristorativa (ATECO 56.11.90) e l’hai chiusa 4 mesi fa, non puoi aprire un’attività di ristorazione mobile (ATECO 56.12.00) perché le prime tre cifre (56.1) coincidono. Puoi invece avviare un’attività in un settore diverso, come il marketing digitale.

Ho 35 anni compiuti: posso partecipare?

No. Il bando richiede un’età compresa tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti. Se hai già compiuto 35 anni, purtroppo non rientri.

Il bonus va restituito?

No. Sia il Voucher che il Contributo sono a fondo perduto: una volta ottenuti, non devi restituire nulla.

Qual è la differenza tra Voucher e Contributo?

Il Voucher copre il 100% delle spese fino a 40.000 € (50.000 € con componente digitale/green). Il Contributo copre il 70-75% su progetti fino a 200.000 € e ammette anche opere edili. Sono alternativi: ne scegli uno solo.

Posso usare il bonus per pagare l’affitto del locale?

No. Affitti, locazioni e leasing non rientrano tra le spese ammissibili. Lo stesso vale per utenze, materie prime, personale e consulenze generiche.

Quali regioni sono ammesse?

Le 8 regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sono al Centro-Nord: posso richiederlo?

No, Resto al Sud 2.0 è riservato alle regioni del Sud Italia. Per il Centro-Nord esiste il Bando Autoimpiego Centro-Nord, che funziona in modo simile ma con percentuali di contributo leggermente più basse (60-65% invece di 70-75%).

Posso aprire qualsiasi tipo di attività?

Quasi tutte: servizi, commercio, artigianato, digitale, turismo, ristorazione, B&B, e-commerce, consulenza. Le uniche attività escluse sono quelle di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura. La trasformazione di prodotti agricoli (es. un laboratorio che produce marmellate a partire dalla frutta) è invece ammessa. Non sono finanziabili nemmeno progetti personali o iniziative una tantum che non rientrano in un’attività strutturata.

Posso cumulare Resto al Sud 2.0 con altri incentivi?

Con dei limiti. Il bando rientra nel regime de minimis: puoi cumularlo con altri aiuti de minimis, purché il totale non superi 300.000 € in 3 anni. Non puoi usare due incentivi diversi per coprire le stesse identiche spese.

Posso richiedere anche la NASpI anticipata insieme a Resto al Sud 2.0?

Sì, le due misure sono compatibili. Se hai diritto alla NASpI, puoi chiederne l’anticipazione in un’unica soluzione: è una liquidità extra utile per coprire le spese che il bando non finanzia (affitto, utenze, materie prime). Su BonusX puoi valutarlo direttamente con l’operatore.

Quanto costa il servizio BonusX per questa pratica?

BonusX funziona a success fee: paghi solo se ottieni il bonus. La percentuale è del 16% + IVA fino a 50.000 € ottenuti e dell’8% + IVA sulla quota eccedente. Per esempio, su un bonus di 20.000 € il costo è 3.200 € + IVA. Se la domanda non viene approvata, il costo è zero.

Quanto tempo ci vuole per ricevere i soldi?

Dipende dal tipo di conto che scegli:
– con conto vincolato: non devi anticipare nulla. Carichi le fatture (anche non ancora pagate) e Invitalia versa i fondi sul conto; la banca paga direttamente i fornitori. La prima richiesta si può fare dal terzo mese dopo l’ammissione;
– con conto dedicato: anticipi le spese di tasca tua, poi Invitalia ti rimborsa. Dalla domanda al primo rimborso passano circa 8-10 mesi.
In entrambi i casi, il saldo finale arriva dopo aver rendicontato tutte le spese del progetto. L’operatore BonusX ti aiuta a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione.

Hai tra i 18 e i 34 anni e vuoi avviare un’attività nel Sud Italia? Verifica gratis se hai i requisiti per Resto al Sud 2.0. Un operatore BonusX ti segue dalla domanda al pagamento del contributo e paghi solo se ottieni il bonus. Ti basta scaricare l’app BonusX e creare il tuo profilo.

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