
Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente saprai già che cos’è l’IRPEF.
Dato che a noi piace essere chiari, però, te lo rispieghiamo comunque: l’IRPEF non è altro che l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. In pratica, è una tassa che lo Stato italiano applica sui redditi di chi vive (o è residente) in Italia.
L’IRPEF “colpisce” diversi tipi di reddito, tra cui quelli da lavoro dipendente e da pensione. Devi anche sapere che si tratta di una tassa progressiva: in altre parole, più alto è il tuo reddito, più alta sarà la percentuale che dovrai pagare.
Il calcolo specifico si basa su scaglioni di reddito a cui vengono applicate aliquote progressive. E proprio queste ultime sono state modificate sostanzialmente nel 2024 e nel 2025.
Troppe parole complicate? Non ci stai capendo nulla? Non ti preoccupare: nei prossimi paragrafi ti spiegheremo con chiarezza tutto quello che devi sapere sulle aliquote IRPEF 2026.
IRPEF 2026: cosa cambia
Partiamo da una certezza: fino a qualche anno fa, le aliquote IRPEF erano quattro. Sappiamo che “aliquota” è un termine un po’ complicato, ma è fondamentale che tu impari a conoscerlo.
Te lo spieghiamo meglio: l’IRPEF funziona a scaglioni. Questo vuol dire che il tuo reddito viene diviso in “fasce”, e ognuna di queste viene tassata con una percentuale diversa (chiamata appunto “aliquota”).
In altre parole, non viene applicata una sola percentuale a tutto quello che guadagni: prima si tassa la prima parte con una specifica aliquota (cioè con una percentuale), poi la seconda (a una percentuale diversa) e così via.
Ti facciamo un esempio concreto: nel 2026, se guadagni 35.000 €, i primi 28.000 vengono tassati al 23% (prima aliquota) e solo la parte da 28.000 a 35.000 viene tassata al 33% (seconda aliquota). In pratica, più guadagni, più paghi, ma in modo graduale.
Nel 2025 è stata confermata la riduzione introdotta nel 2024 delle aliquote IRPEF, da 4 a 3. Nel 2026, invece, la seconda aliquota è scesa al 33% (rispetto al 35% del 2025).
Ma quindi, quali sono le aliquote IRPEF per il 2026?
Tabella scaglioni IRPEF 2026: le soglie d’imposta
Come ti abbiamo anticipato, per capire quanto paghi e su quale parte del reddito, devi conoscere bene gli scaglioni e le aliquote IRPEF per il 2026.
Non ti preoccupare, te li presentiamo subito!
| Fascia di reddito annuo | Aliquota IRPEF 2025 |
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.001 € a 50.000 € | 33% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
Ora ti è più chiaro? Non temere: tra poco vedremo insieme anche un esempio pratico.
Confronto IRPEF 2026 vs 2025: chi ci guadagna e quanto si risparmia
Guardando alle aliquote IRPEF 2026 vs 2025 quello che cambia è che l’aliquota sul secondo scaglione di reddito (da 28.000 a 50.000 €) scende dal 35% al 33%. In pratica, sulla tua parte di reddito che supera i 28.000 € e arriva fino a 50.000 €, paghi il 2% in meno di tasse.
Qualche esempio di risparmio annuo:
- reddito di 30.000 € → risparmi circa 40 €;
- reddito di 35.000 € → risparmi circa 140 €;
- reddito di 50.000 € o più → risparmi fino a 440 €.
Le aliquote per i redditi sotto i 28.000 € e sopra i 50.000 € non sono cambiate e restano rispettivamente al 23% e 43%.
Il cambiamento del 2024 e del 2025, invece, è stata la riduzione delle aliquote da 4 a 3, come ti abbiamo anticipato prima. Chi ci ha guadagnato (e chi invece ci ha perso) con questo cambiamento?
Per capirlo, dobbiamo svelarti le aliquote IRPEF precedenti, ossia quelle in vigore fino al 2023.
| Fascia di reddito anno | Aliquota IRPEF fino al 2023 |
| Fino a 15.000 € | 23% |
| Da 15.001 € fino a 28.000 € | 25% |
| Da 28.001 € fino a 50.000 € | 35% |
| Da 50.001 € | 43% |
Il confronto è chiaro: l’unica fascia di reddito che vede un taglio effettivo dell’aliquota IRPEF è quella tra i 15.001 e i 28.000 € annui, che passa dal 25% (fino al 2023) al 23%.
Simulazione IRPEF 2026: esempi pratici di calcolo su diversi redditi
Ma quindi, se sei un dipendente (oppure sei in pensione, hai partita IVA non in regime forfettario o sei socio di una società di persone), quanto paghi tu di tasse con le aliquote IRPEF 2026? Per aiutarti a capirlo, vediamo insieme qualche esempio concreto.
Scenario 1: Marco ha un reddito annuo di 20.000 €.
Questa è facile: Marco rientra interamente nel primo scaglione, quindi tutto il suo reddito (o meglio, il suo imponibile IRPEF) viene tassato al 23%.
Scenario 2: Gina ha un reddito annuo di 35.000 €.
Qui le cose si complicano un po’. In questo caso, i primi 28.000 € di imponibile vengono tassati al 23%, mentre i rimanenti 7.000 € al 33%.
Scenario 3: Mario, invece, ha un reddito di 55.000 €.
Ormai hai capito come funziona, no?
- I primi 28.000 € di Mario sono tassati al 23%.
- Poi, altri 22.000 € (ossia, per intenderci, la “parte di reddito” che rientra tra i 28.000 € e i 50.000 €) vengono tassati al 33%.
- Infine, agli “ultimi” 5.000 € si applica una tassazione del 43%.
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